Sono passati ormai due giorni, dalla tragica rapina, fallita a Frattamaggiore, tentata dal rapinatore 26 enne, Raffaele Ottaiano, già con precedenti, che è rimasto ucciso, dopo che il proprietario della gioielleria, Luigi Ferrante, di 36 anni, con regolare porto d’armi, ha sparato, uccidendo il ladro. Luigi Ferrante, è molto provato dall’accaduto, infatti, non ha voluto rilasciare alcuna parola, ha soltanto confessato che non era sua intenzione uccidere, bensì solo difendere la gioielleria, di proprietà familiare, da ben 138 anni.

Ferrante, non era all’interno, quando è accaduto l’episodio, è stato avvisato dalle commesse. Tutto è accaduto nel pomeriggio, quando a Frattamaggiore, sfilavano carri, e si organizzavano feste per il periodo di Carnevale. Luigi, confessa di “non aver mai usato armi, di non aver mai sparato, ed è stato tremendo, mi ha puntato la pistola contro, ed ho difeso il negozio.” Luigi adesso, è indagato per omicidio colposo.  Non è la prima volta in Italia, che un proprietario di un’attività, o di un immobile, subisce rapine, e per difendersi ammazza il rapinatore, e alla fine la paga lui. Allora cosa bisognerebbe fare? Luigi, deteneva regolarmente la pistola, ed ora rischia la prigione, per legittima difesa. Cosa controlla lo Stato? Chi tutela? Gli interessi e le attività dei lavoratori, o ladri e criminali? Quesito, che probabilmente non avrà mai risposta.